Piove sul bagnato in casa Napoli, dopo la sconfitta interna contro l'Atalanta di Gasperini. L'acqua caduta sul San Paolo, ha infatti annacquato le idee della formazione di Sarri: battuta inaspettatamente dai nerazzurri, al termine di una partita sofferta e giocata ben al di sotto delle aspettative. Già sconfitti all'andata, i partenopei non sono riusciti a tener testa ad un avversario in forma smagliante e capace di affrontare le insidie del San Paolo con la personalità della grande squadra. La vittoria a Fuorigrotta, regala dunque punti importanti a Gasperini per la zona europea e aggiorna lo "score" legato ai precedenti in casa napoletana.

Allarme in casa Napoli.

La doppietta di Caldara, ha infatti permesso alla Dea di ritrovare i tre punti al San Paolo dopo l'ultimo successo dell'aprile 2012. Una soddisfazione enorme per Gasperini, arrivata nonostante l'inferiorità numerica del secondo tempo per l'espulsione di Kessie. In casa Napoli, invece, il passo falso ha fatto scattare l'allarme e i fischi di una parte del pubblico del San Paolo. A pochi giorni da sfide importanti e impegnative (su tutte quelle contro la Juventus e contro il Real Madrid di Cristiano Ronaldo), la formazione partenopea ha così interrotto la sua brillante striscia positiva che durava da 14 giornate.

Caldara sorprende il San Paolo.

Alla vigilia di un ciclo di ferro, dove dovrà incontrare Juventus, Roma e Real Madrid, il Napoli ha sofferto l'inizio tutto grinta e personalità dell'Atalanta. Nonostante l'ottimo avvio dei bergamaschi, la prima palla gol è stata però di Insigne che, al sesto minuto, ha colpito la parte alta della traversa. In campo con i tre "piccoletti", gli azzurri hanno faticato a trovare spazi e offerto il fianco alle ripartenze nerazzurre. A premiare il coraggio dei ragazzi di Gasperini, al 28esimo è arrivato il gol del vantaggio di Caldara: abile a toccare di testa e a battere Pepe Reina sugli sviluppi di un corner.

Il quarto gol in campionato del difensore della Dea, ha costretto i partenopei a schiacciare sull'acceleratore. Dopo una botta innocua e centrale di Insigne, le due grandi occasioni sono capitate entrambe sul destro di Mertens. Sulla prima il belga ha calciato a lato da buona posizione, sulla seconda è stato miracoloso Berisha a deviare sulla traversa la punizione dell'attaccante di Sarri.

Muro bergamasco.

L'inizio della ripresa ha subito regalato un brivido inaspettato ai tifosi del San Paolo. Un liscio clamoroso di Maksimovic, ha infatti regalato a Petagna il "match point": sprecato dall'attaccante con un tiro potente ma centrale. I primi quindici minuti del secondo tempo sono stati un inferno per il Napoli. Grazie ad una condizione fisica straordinaria l'undici di Gasperini ha pressato in ogni zona del campo, tolto il respiro alla mediana partenopea e spaventato a più riprese la difesa napoletana.

La prima mossa di Sarri, per cambiare il match, è stato l'inserimento di Milik al posto di uno spento Hamsik. Dopo un tentativo di Mertens, l'Atalanta è rimasta in dieci per l'espulsione di Kessie: ammonito due volte nel giro di pochi minuti dall'arbitro Celi. Il rosso all'ivoriano, non ha però spento l'ardore della Dea. Al 25esimo i bergamaschi hanno infatti trovato anche la seconda rete, nuovamente con Caldara, al termine di una ripartenza straordinaria e chiusa dal destro al volo del difensore. La rete ha scritto, di fatto, la parola "fine" sull'incontro. Il finale arrembante del Napoli, con Pavoletti in campo, non è infatti riuscito a produrre neanche il gol della bandiera.