Un calciomercato troppo ingombrante. E' questa la sensazione che circola in questi ultimi giorni attorno ai principali campionati europei che si ritrovano a farei conti con acquisti e cessioni dell'ultimo momento mentre la stagione è già in corso. Stravolgendo equilibri, economie e strategie. Da qui, il primo passo verso quella che potrebbe essere considerata una vera e propria rivoluzione epocale: anticipare la chiusura della sessione estiva prima della data di inizio dei vari tornei. Metodo già accettato, ad esempio in Premier. Ma adesso si andrebbe anche oltre: cancellare la finestra di gennaio per il mercato di riparazione.

Sfida totale al calciomercato.

Anticipare la chiusura d'agosto.

Nessuno vuole rendere il calciomercato di certo meno interessante di quanto non lo sia, ma tutti hanno sentito la necessità di limitarne l'impatto sui risultati del campo. Soprattutto all'interno dell'economia di un campionato, evitando di incominciare un progetto con alcuni giocatori e poi ritrovarseli avversari nello stesso  torneo. Da qui l'idea di anticipare la chiusura a metà agosto, prima dell'inizio dei campionati, proprio per evitare queste interferenze.

La Premier fa da apripista.

Un'idea che è diventata subito propria da parte della Premier League che ha deciso immediatamente di chiudere il prossimo mercato estivo prima dell'inizio del campionato. Una scelta condivisa da quasi tutti anche in Italia, con la FIGC che presto potrebbe fare come gli inglesi  anche per la Serie A. Ma tra non molto potremmo assistere anche a un'altra importante novità, che sarebbe clamorosa.

L'ultima rivoluzione.

Verso la cancellazione della finestra di gennaio.

Il tabloid britannico "The Sun", infatti, è convinto che prossimamente si chiuderà la finestra invernale. I più grandi club del Vecchio Continente sarebbero d'accordo infatti con la proposta di abolire la sessione di ‘riparazione', che consente alle società di intervenire di nuovo a gennaio sulle rose, in vista della seconda parte di stagione. Una parentesi a volte doverosa per affrontare buchi creati da infortuni o scelte tattiche rivelatesi errate ma che sempre più spesso è utilizzata per chiudere pre-accordi o opzioni con giocatori avversari, rischiando di comprometterne la professionalità in campo.

Nessun mercato di riparazione in caso di sbagli.

L'eventuale abolizione della campagna trasferimenti invernale cambierebbe molte carte in tavola, visto che i club a quel punto non avrebbero più il salvagente di gennaio: una vera e propria rivoluzione nei tempi e nei modi di chiudere le contrattazioni, a salvaguardia dei risultati sul campo evitando eventuali fastidiose polemiche o illazioni