La trattativa di Neymar tra Barcellona e Paris Saint-Germain potrebbe stravolgere non solo lo scacchiere calcistico europeo ma anche le regole che governano il calcio internazionale. Perché, malgrado sia in vigore il Fair Play Finanziario messo in atto da Michel Platini e oggi portato avanti dal presidente Infantino, l'UEFA appare quasi incapace di far fronte alle scelte dei singoli club che acquistato e vendono a prezzi sempre più alti, senza curarsi delle possibile sanzioni o delle norme in atto. Anche in passato ci sono stati affari plurimilionari, come Paul Pogba dalla Juventus al Manchester United la scorsa estate, ma oggi il mezzo miliardo di euro sull'operazione Neymar sembra aver scosso anche i vertici di Nyon che dovranno rivedere alcuni parametri.

Il caso Neymar, ma anche Higuain, Pogba, Mbappè.

Non c'è solamente l'operazione Neymar ad aver allarmato l'Uefa e messo in discussione l'attuale Fair Play Finanziario. Ci sono gli svariati acquisti plurimilionari delle società inglesi, il tentativo del Real Madrid di acquistare il giovane Mbappè dal Monaco per cifre a tre zeri, l'ascesa sempre più imponente dei grandi club e la concentrazione di top player in zone calcistiche precise (Spagna e Inghilterra) a discapito di altre. Così, l'Uefa avrebbe deciso di rivedere il proprio FPF e riordinare le idee per garantire maggior equilibrio.

Le sanzioni del Fair Play Finanziario oggi.

Oggi chi non rispetta le norme in vigore incorre in sanzioni precise e chiare. Sono fondamentalmente due, che l'Uefa ha fino ad oggi sempre messo in atto contro i club che non rispettavano i parametri. Si tratta del cosiddetto ‘Settlement‘, che prevede un accordo specifico e ad hoc con la stessa Uefa, e del "Voluntary", altra sanzione che viene stabilita attraverso un accordo volontario tra la società che ha trasgredito e l'organismo calcistico europeo

I 5 acquisti record dello United: Pogba pagato 105 milioni di euro (fonte transfermarkt.it)in foto: I 5 acquisti record dello United: Pogba pagato 105 milioni di euro (fonte transfermarkt.it)

Il Settlement, il caso dell'Inter.

Se un club non rispetta le regole del Fair Play Finanziario in vigore sarà sanzionato dall'Uefa ma avrà anche la possibilità di gestire la propria sorte. La società in difetto può ‘accettare' le sanzioni imposte e in questo caso subirà delle limitazioni  che riguardano multe economiche, rose ridotte nelle coppe, limiti nel mercato. Il tutto in base al tipo di violazione, la cui pena finale imposta dall'Uefa è la squalifica e l'estromissione dalle Coppe. Il tutto è a tempo: le sanzioni sono valide per un periodo determinato alla fine del quale, se è rientrato nei parametri, il club sarà considerato in regola. Ciò che ha dovuto ‘subire' l'Inter di Suning che è dovuta rientrare dal ‘vuoto' in bilancio entra il 30 giugno, per non rischiare ulteriori limitazioni più pesanti.

Il Voluntary, il caso del Milan.

E' stato un primo cambiamento nel Fair Play originale, avvenuto nel 2015.  L'Uefa ha introdotto il voluntary, per venire incontro alle società che non rispettavano i parametri non per scelte proprie ma per motivi esterni. Ha messo in piedi così un sistema dedicati a quei club che si trovavano in particolari difficoltà finanziarie o con nuove proprietà. A questi club è permesso di presentare un piano di rientro che, se accettato dall'Uefa, consentirà al club stesso di agire più liberamente. Alla fine i parametri dovranno essere rispettati altrimenti le sanzioni saranno più rigorose. Ciò che ha presentato ad esempio il Milan, con il cambio di proprietà da Berlusconi alla cordata cinese e che verrà ridiscusso proprio in autunno.

I 5 acquisti record del Barcellona: guida Neymar (fonte transfermarkt.it)in foto: I 5 acquisti record del Barcellona: guida Neymar (fonte transfermarkt.it)

Le falle del Fair Play Finanziario e le soluzioni.

Ma l'attuale FPF non è un sistema impeccabile e molte falle sono presenti in una gestione in cui è possibile trattare un giocatore per un valore complessivo superiore all'intera rosa a disposizione. E' il caso di Neymar che sarebbe pagato dal Psg oltre 500 milioni quando i parigini hanno un valore complessivo di giocatori che non supera i 470 milioni di euro. Un controsenso e un cortocircuito al quale si potrebbe trovare rimedio con tre nuove soluzioni al vaglio dell'Uefa.

Luxury Tax.

E' una vera e propria tassa che le società che intendono pagare un giocatore oltre una cifra che dovrà essere determinata e considerata equa, dovranno elargire all'Uefa. La percentuale sarebbe legata sia agli stipendi che al cartellino dei giocatori. Se il Psg compra Neymar per 222 milioni e il parametro scelto dall'Uefa fosse ipoteticamente 100, sulla differenza i pargini dovrebbero all'Uefa una cifra da stabilire tra il 10 e il 100%. Così come sullo stipendio qualora superasse il parametro massimo. Ciò fungerebbe da deterrente e i soldi arrivati all'Uefa verrebbero distribuiti a club, Leghe, Champions League.

I 5 acquisti più costosi del Real Madrid: Bale batte Cr7 (fonte transfermarkt.it)in foto: I 5 acquisti più costosi del Real Madrid: Bale batte Cr7 (fonte transfermarkt.it)

Salary Cap.

È una limitazione che entrerebbe in vigore solo sugli stipendi che un club può pagare secondo parametri prefissati. Si può decidere un tetto massimo per ogni singolo giocatore oppure un tetto massimo per squadra. Una soluzione maggiormente complessa perché dovrebbe prevedere fasce salariali diverse per giocatori di diverso valore, esperienza, età e successi.

Limiti alle rose.

E' una delle soluzioni più immediate con la decisione (per alcuni versi già in atto) di imporre alle società un numero prescritto massimo di giocatori. La novità sarebbe che anche durante le sessioni del calciomercato non si possano acquistare tutti i giocatori che si vogliono per poi iniziare a venderne altri. Un po' la vecchia regola cara a Galliani: per un giocatore che arriva ne deve partire un altro. In questo senso si metterebbero dei parametri anche sui prestiti, via di fuga per molti, inserendo limiti di età e di numero.