Neymar a Barcellona è oramai un ricordo e deve rimanere tale. Il presente e soprattutto il futuro devono parlare altre lingue e altri nomi. Così, il club catalano continua la sua lunga sequela di alternative per la successione di O'Ney. Potrebbero arrivare diversi nuovi giocatori in grado di rendere il gruppo di Valverde ancora più completo e competitivo, in ogni zona del campo.  Ma è in mediana che la società vuole provare a fare la differenza e a investire parte dei milioni della cessione di Neymar per qualche nome ‘pesante', come quello di Marco Verratti.

Verratti, Messi fa lo sponsor.

Il centrocampista italiano era nel mirino del Barcellona ancor prima che si concretizzasse il passaggio di Neymar a Parigi. Ad inizio estate era stato indicato come obiettivo di mercato degli azulgrana, era stato avvistato a cena con Messi, si era detto che la Pulga avesse speso parole d'elogio. Poi, il nulla. Nessuna offerta ufficiale, Verratti che scarica il proprio procuratore, il ritorno di fiamma col Psg.

Neymar a Parigi, il Psg deve vendere.

Quindi, il trasferimento di Neymar che diventa ufficiale e che riapre la telenovela attorno a Marco Verratti. Il Psg deve vendere non solo perché ha speso oltre 200 milioni per la clausola del brasiliano ma anche perché in campo si scende in 11 e qualcuno resterà forzatamente fuori. Oltretutto, Parigi deve anche ottimizzare il mercato: Di Maria e Verratti sono tra i principali giocatori che hanno richieste in mezza Europa.

Strada riaperta, il Barcellona ci prova.

E' per questo che potrebbe riaprirsi la telenovela di inizio estate: secondo il quotidiano spagnolo Mundo Deportivo il Barcellona non ha smesso di pensare a Marco Verratti visto che l'italiano del Psg resta il vero obiettivo del centrocampo blaugrana, molto più di Jean-Michel Seri del Nizza. Lo stesso Verratti ha ammesso contatti, ma nulla di più. Al momento: "C'è stato qualcosa ma è finita lì, non ci sono state altre trattative. Ho deciso di rimanere qui e ne sono felice. Neymar mi ha fatto cambiare idea? Ho deciso molto prima, non sapevo che sarebbe venuto qui".