E' stato un pomeriggio da dimenticare per la città di Cagliari e per i tifosi che hanno assistito alla sfida con la Lazio. Al di là del risultato finale, un pareggio senza reti e senza grandi emozioni, il match del Sant'Elia rischia infatti di venir ricordato solo per i disordini che sono accaduti subito dopo il triplice fischio finale dell'arbitro Guida. Come riportato da "La Nuova Sardegna", alcuni tifosi della Lazio sono stati aggrediti dagli ultrà di casa mentre cercavano di raggiungere le auto parcheggiate nella zona del Coni. Nonostante non avessero addosso sciarpe o simboli della squadra del cuore, i sette sostenitori della squadra di Inzaghi, non sono riusciti ad evitare la violenta colluttazione con calci, pugni e cinghiate. Un agguato che ha finito per lasciare a terra ferito un sostenitore biancoceleste: colpito alla testa in maniera non grave e successivamente trasportato per precauzione all’ospedale Brotzu per le cure del caso.

Il precedente di Pescara.

Informata tempestivamente dell'aggressione, sul posto è subito arrivata la polizia che però non è riuscita a bloccare i supporter del Cagliari: immediatamente fuggiti all'arrivo delle forze dell'ordine. L'episodio di Cagliari, sul quale sta già indagando la Digos per rintracciare i responsabili, ha riportato alla mente i disordini dello scorso febbraio prima della partita Pescara-Lazio. Anche in quell'occasione i due gruppi di tifosi erano arrivati pericolosamente a contatto all'esterno dello Stadio Adriatico, e solo l'intervento tempestivo della polizia era riuscito a riportare la calma e ad evitare che ci fossero feriti durante la battaglia tra ultrà abruzzesi e romani. Come per la sfida di Cagliari, anche il match di Pescara era stato segnalato dall'Osservatorio come uno dei tanti a rischio ordine pubblico.