29 novembre 1899 è una data storica, non solo per i tifosi del Barcellona, ma per tutti gli amanti di questo sport. La storia di questo glorioso club è infatti legata alla storia del calcio mondiale.

Le origini della nascita del Foot-Ball Club Barcelona.

Circa un mese prima della nascita ufficiale del Barcellona (il 22 ottobre del 1899), Hans Gamper (noto ai più anche come Joan Gamper) avanzò la richiesta di fondare un club calcistico nella capitale catalana tramite un annuncio su di un quotidiano. La risposta fu positiva e molto celere, cosa che sorprese anche lo stesso Gamper, e fece ritrovare un primo gruppo di soci che fondarono il club proprio il 29 novembre 1899. Il primo presidente del Barcellona, nominato su richiesta dello stesso Gamper, fu Walter Wild che faceva parte del primo gruppo di soci fondatori del club (11 giocatori, che poi divennero 32 alla fine del 1899). Circa 10 giorni più tardi la neonata società disputò il suo primo incontro, sfidando una formazione di calciatori inglesi: quella volta il Barcellona (giocando in 10 uomini sin dall'inizio) perse per 1-0, ma mai sconfitta fu più ben augurante. Dopo un paio di anni i soci divennero 250 circa e la società cresceva a vista d'occhio anche se per le grandi sfide a cui siamo abituati oggi bisognava attendere ancora molto visto che il Barcellona disputava partita di un "certo livello" solo contro i rivali cittadini della società che poi in seguito diverrà l'odierna Espanyol.

Hans Gamper e il colore blaugrana.

Il tipico colore delle maglie del Barcellona (blaugrana o azulgrana) è da rimandare alle maglie del Basilea, squadra dove giocava Hans Gamper prima di trasferirsi a Barcellona. Pur essendo stato promotore e fondatore del club, Gamper giocò per la squadra e solo dopo il suo ritiro (avvenuto a 25 anni nel 1904) iniziò compiti amministrativi all'interno della società: 4 anni più tardi divenne presidente del club e rimasi al timone (con qualche periodo di pausa) per 15 anni e portò il club a centrare i primi successi (nel 1909 la Coppa di Spagna e nel 1929 il primo Campionato nazionale). Gamper morì tragicamente nel 1930: lo svizzero di nascita ma catalano d'adozione aveva intrapreso la carriera di imprenditore e cadde in una crisi catastrofica sotto il profilo economico nel '29 dopo il crollo di Wall Street.

La grande rivalità con il Real Madrid.

Sicuramente il Barcellona aveva (e ha tuttora) un'accesa rivalità con l'Espanyol, secondo club della città di Barcellona. Negli anni precedenti la Rivoluzione Spagnola però, si accese anche un'altra rivalità, che è rimasta invariata negli anni. Il Real Madrid era la squadra più importante della Castiglia, regione da sempre rivale della Catalogna. Oltretutto il Real Madrid era da sempre considerato come il club del regime, mentre il Barcellona era quello dell'opposizione al Re. Durante gli anni della Rivoluzione ci furono molti episodi che intensificarono il contrasto tra i due club (assassini e torture di presidenti e dirigenti di entrambe le squadre): a livello sportivo però si ricorda un aneddoto che riguarda Alfredo Di Stefano. Il Barcellona lo acquisto dal Millonarios di Bogotà ma Franco (il famoso dittatore spagnolo), tramite decreto regio, decise che il calciatore argentino giocasse "ad intermittenza" una stagione con la maglia del Real e una con quella del Barça. I catalani non accettarono la decisione e lasciarono che Di Stefano andasse a Madrid.

Johann-Cruyff

I successi europei.

Negli anni '60 arrivarono i primi successi a livello internazionale, ma la prima Coppa delle Fiere fu vinta nel 56. Nel 1961 i blaugrana sconfissero il Real Madrid in Coppa dei Campioni, spezzando il dominio dei blancos nella competizione, ma in finale furono battuti dal Benfica. In quella squadra giocava Luisito Suarez, che poi approdò all'Inter qualche anno dopo. Ma è con l'avvento di Johan Cruijff  che il club assume una dimensione ancora più internazionale. Con l'arrivo dell'olandese però, oltre a ritornare a vincere la Liga dopo 14 anni, il Barcellona non riesce a vincere la Coppa dei Campioni che manca nella propria già ricca bacheca. Dopo Cruijff a Barcellona iniziò una nuova "era", quella di Nunez: grande presidente catalano ricordato per essere quello che ha centrato per primo importanti successi europei. Furono acquistati in quel periodo calciatori del calibro di Schuster, Maradona e altri. Arrivarono, nel decennio 78/88 importanti vittorie sia in Spagna che in Europa: per la prima volta il Barcellona si aggiudicò la Coppa delle Coppe (1979).

Il ritorno di Cruijff e la Coppa dei Campioni.

Il Barcellona era però un club con molte ambizioni, tantissimi tifosi, ma senza un vero e proprio sigillo internazionale che si rispetti. La Coppa dei Campioni mancava tra i trofei dei blaugrana. LE basi del massimo successo europeo furono gettate quando si sedette sulla panchina Johan Cruijff. Negli otto anni alla guida della squadra Cruijff fondò l'ossatura della formazione su giocatori come Guardiola, Bakero, Begiristain, Amor, Goikoetxea, Koeman, Laudrup e Stoičkov. Nella stagione 90-91 il Barça tornò a vincere la Liga, ma l'atteso successo in Coppa dei Campioni arrivò nella stagione successiva quando, dopo aver battuto in finale la Sampdoria con un gol di Roland Koeman, il Barcellona alzò la sua prima Coppa dei Campioni. Ma nel '94 lo squadrone allenato da Cruijff che aveva vinto altri 3 campionati e si era rinforzato acquistando Romario, subì una pesante sconfitta in finale di Champions League (la vecchia Coppa dei Campioni) venendo battuto dal Milan guidato da un giovane Fabio Capello.

3 Champions in 5 anni.

Ma il mito del Barcellona è notevolmente cresciuto in quest'ultimo quinquennio, ovvero quando è riuscito a centrare per ben 3 volte la vittoria della Champions. Una nel 2005-2006 con in panchina un altro olandese, Frank Rijkaard e in campo campioni come Samuel Eto'o e Ronaldinho. Poi arrivarono le vittorie del 2008/2009 e 2010/2011 con Pep Guardiola in panchina. Il tecnico catalano strabiliò tutti visto che riuscì a centrare, alla sua prima stagione, non solo la Champions ma vinse tutti le competizioni a cui partecipò. Da quel momento nacque il "modello Barça": un modo di giocare quasi inimitabile, fatto di una fitta rete di passaggi e di una quantità incredibile di occasioni da gol create. Secondo i più, la squadra guidata da Guardiola è la più forte al mondo degli ultimi 3 anni, ma probabilmente è una delle formazioni più forti di tutti i tempi, potendo contare su assi come Xavi, Iniesta e Messi.

1899-2011 … 112 anni e un'infinta quantità di tornei vinti in bacheca che dovrà essere presto riaggiornata.