Il calcio è anche un gioco di sfottò, soprattutto tra tifosi. Da sempre, chi vince guida il divertimento, chi perde subisce e prova a rilanciare. Chi si offende sul serio, perde. Se tutto resta nei limiti del lecito, forse anche se con un profilo troppo provinciale, le prese in giro vanno anche bene, servono a svelenire gli animi e a non prendersi mai troppo sul serio. Così, allo sfogo di Gianluigi Buffon a più di 10 giorni dalla sconfitta di Cardiff, sui ‘gufi' che non aspettavano altro che la disfatta della Juventus per poter festeggiare, moltissimi hanno prontamente replicato al numero uno della Juve e della Nazionale, ricordando quanto lui stesso fece nel 2013, festeggiando il tricolore bianconero innalzando uno striscione che riportava: "5 maggio, godo ancora".

Occhio per occhio, striscione per striscione. Il calcio, soprattutto quello dei tifosi, non dimentica e quindi non perdona. Ecco perché alle parole di Buffon è seguito un ‘accanimento' via internet sul portiere da parte dei supporter non bianconeri che lo hanno puntualmente ‘pizzicato' utilizzando il suo stesso metro. Il Gigi nazionale si è lasciato andare all'amara considerazione di aver visto fin troppi ‘gufi' festeggiare dopo Cardiff, davanti ad una Juventus umiliata 4-1 dal Real Madrid.

Nel calcio esistono le vittorie e le sconfitte", ha sottolineato amaro Superman: "sono convinto che dalle sconfitte si impari molto di più che dalle vittorie e per questo fatico ad accettare gli atteggiamenti di chi tifa contro la Juventus a prescindere. Orgoglioso di non essere come loro". Ma prontamente, c'è chi sul web gli ha ricordato che anche lui, SuperGigi è come l'ultimo dei gufi, pubblicando foto e video della festa scudetto 2013 quando sul pullman scoperto dei campioni d'Italia, il portiere faceva bella mostra dello striscione "5 maggio godo ancora". Un chiaro riferimento al 2001-2002 quando proprio all'ultima giornata la Juventus vinse lo scudetto ai danni dell'Inter che venne battuta all'Olimpico dalla Lazio.