In partite come queste, quando ti accorgi che l'avversario è più forte di te e che non c'è nulla che puoi fare per batterlo, è facile perdere la lucidità e scagliarti violentemente contro l'arbitro. Questo è quello che è capitato a Luis Suarez, nel corso del ritorno dei quarti di finale di Champions League contro la Juventus. Famoso in tutto il mondo per il suo carattere a dir poco "fumatino", l'attaccante del Barcellona è stato infatti "pizzicato" dalle telecamere poste a bordo campo mentre inveiva platealmente contro l'arbitro di porta. In occasione di un presunto contatto in area con Alex Sandro, Suarez si è diretto verso l'assistente di Kuipers convinto di meritare il calcio di rigore. Di fronte al giudizio contrario del giudice di gara, la reazione del giocatore di Luis Enrique è stata violenta.

I precedenti del recidivo Suarez.

Tra gli insulti scaricati addosso all'assistente a bordo campo, Suarez si è distinto anche per un censurabile "Fifone succhia m….a": prontamente catturato dalle telecamere delle varie televisioni. Il nervosismo del "pistolero cannibale", non è una novità ed è ormai conosciuto in ogni angolo del globo. In questi anni, infatti, non sono mai mancati gli "show" del 30enne nazionale uruguaiano. Né in Europa, né in giro per il mondo con la sua Nazionale. Già durante i gironi di Champions League, Suarez venne beccato ad offendere pesantemente l'arbitro o i suoi assistenti. Fu così con il Manchester City e anche in terra tedesca, dove la sceneggiata di Mönchengladbach non passò inosservata. In quel caso, l'attaccante del Barcellona se la prese con un guardalinee offendendolo pesantemente e indirizzandogli parole davvero censurabili nei confronti della madre