La Juventus di Massimiliano Allegri conquista la semifinale della Champions League grazie al pareggio in casa del Barcellona per 0-0 dopo la netta vittoria dell'andata (3-0). Il ritorno del quarto di finale di Champions League ha visto una supremazia dei blaugrana sul possesso palla e nelle palle goal ma la squadra bianconera non ha mai visto in discussione il suo passaggio del turno. Dopo 15 vittorie casalinghe consecutive nella massima competizione europea sotto la guida di Luis Enrique è arrivato il pareggio e la conseguente eliminazione dei catalani per mano di una buonissima Juventus, arrembante all'andata e compatta al ritorno. I campioni d'Italia riescono a non andare mai in affanno e portano a casa un importantissimo risultato: il cammino verso Cardiff è tracciato, adesso bisogna attendere i sorteggi di venerdì.

Luis Enrique si presenta con la difesa a 4 composta da Sergi Roberto, Piqué, Umtiti e Jordi Alba davanti a Ter Stegen. In mediana ci sono Busquets, Rakitic e Iniesta a supporto della MSN (Messi-Suarez-Neymar). Massimiliano Allegri si affida alla stessa squadra che ha trionfato all'andata per 3-0 con Dani Alves e Alex Sandro come terzini e la coppia Bonucci-Chiellini a protezione di Buffon. Khedira e Pjanic sono i due "volanti" alle spalle di Cuadrado, Dybala e Mandzukic che appoggiano Higuain.

Il Barcellona conduce la gara per quasi tutti i 90 minuti ma la Juventus è sempre in grado di controllare l'azione dei catalani con una squadra messa ben in campo che soffre poco e prova spesso a ripartire. Max Allegri riesce a non far segnare la squadra di Luis Enrique e sfata il personale tabù Nou Camp: la squadra bianconera offre un'altra grande prestazione difensiva e concede pochissimo al tridentazo.

I migliori.

Leonardo Bonucci. Comanda la difesa come il regista è padrone del set: non passa nemmeno uno spillo dalle sue parti ed è sempre importante anche in fase di uscita. L'uomo più importante della fase difensiva della Juventus degli ultimi 6 anni fa valere la sua ‘statura' in una delle gare più importanti dell'ultimo ciclo bianconero. Leader.

Neymar. È l'unico del tridente più famoso del mondo che tenta qualcosa per mettere in difficoltà la difesa juventina. Il brasiliano prova spesso l'uno contro uno per creare la superiorità numerica ma la retroguardia di Allegri quando serra i ranghi è invalicabile. Nervosetto sul finire del primo tempo, si fa ammonire. Il dribbling a inizio secondo tempo su 5/6 calciatori della Juventus è qualcosa di fantascientifico. Funambolo inconcludente.

Sami Khedira. Molto bene nella fase di interdizione e in quella di proposizione: il tedesco è l'uomo che più di tutti riesce a far respirare i suoi e con un po' di lucidità in più avrebbe potuto mettere in porta Mandzukic nel finale. In memoria del suo passato da merengue non lascia nulla al caso e lotta su ogni pallone. Peccato per l'ammonizione ricevuta nel secondo tempo che non gli permetterà di giocare la semifinale d'andata. Gladiatore.

Juan Cuadrado. Bravo in entrambe le fasi: dà una mano a Dani Alves ed è sempre propositivo al fianco di Dybala e Higuain. Ingaggia un personale duello con Jordi Alba fatto di accelerazioni, scatti brevi e lunghi. Gazzella.

Jordi Alba. L'uomo che è mancato all'andata alla manovra blaugrana: il terzino de L'Hospitalet de Llobregat non ha mai fatto mancare la sua presenza in fase offensiva e ha costretto Cuadrado in più di qualche occasione a rincorrerlo. Adesso la domanda è: perché Mathieu e non lui allo Stadium? Enigma.

Miralem Pjanic. Riesce a gestire sempre molto bene i palloni che passano dalle sue parti ed è uno dei più tranquilli al cospetto del clima creato dai tifosi catalani al Non Camp. Altra prova convincente del centrocampista bosniaco. Importante.

I peggiori.

Luis Suarez. In perenne difficoltà contro i centrali della Juventus, l'attaccante uruguagio non riesce ad essere incisivo come al suo solito e non calcia mai in porta. Chiede un rigore, che non c'è, e prova a sbattersi in tutti i modi ma non è serata per il Pistolero. NP.

Gonzalo Higuain. Si sapeva che la serata del centravanti argentino sarebbe stata difficile ma lui ci mette poco del suo per dare una mano ai compagni: il Pipita non fa salire mai i suoi, non si prende mai un fallo e sembra spesso molle nei contrasti. Chi l'ha visto?

Luis Enrique. Le scelte di stasera fanno capire come il tecnico catalano abbia, effettivamente, sbagliato sia tatticamente che a livello di uomini (Mathieu e André Gomes) la gara d'andata. Il percorso europeo del suo Barcellona si interrompe con una pesante sconfitta e un pareggio.