Questa è la puntata numero diciotto di una rubrica che si chiama "Generazione Zero" nella quale parleremo di giovani poco considerati fino a qualche tempo fa ma che ora sono al centro delle settimanali discussioni calcistiche dello "stivale". Dopo aver parlato di uomini offensivi siamo passati a quelli che proteggono i portieri e questa è la volta di Andrea Conti, laterale del Milan.

In un momento storico dove è raro trovare giocatori di fascia in grado di alternare le due fasi, il nuovo acquisto del Milan si propone come uno dei migliori prospetti del panorama calcistico italiano. Il suo favoloso rendimento nel campionato 2016/2017 lo ha portato ad essere uno dei pezzi pregiati del mercato del Belpaese con le big che hanno provato a sondare il terreno con l'Atalanta ma, alla fine, l'ha spuntata il club rossonero. Le 8 reti realizzate lo scorso anno con la maglia della Dea per un difensore non sono affatto poche e, spesso, sono state realizzate in match importanti: Andrea Conti, oltre ad essere uno che "ara" la fascia, è l'uomo dei "goal pesanti". Un biglietto da visita niente male per uno degli outsider di quest'ultimo campionato insieme a Mattia Caldara che, con Conti, condivide il percorso di formazione tecnica ed umana nell’accademia di Zingonia e la scorsa stagione ha raccolto i primi frutti grazie anche all’instancabile lavoro di Gian Piero Gasperini.

All'Atalanta per "colpa"di Linate.

Nato a Lecco il 2 marzo 1994, Conti era già stato preso dal Milan quando da bambino giocava nella Virtus Malgrate Valmadrera. Il club rossonero aveva anticipato tutti con i propri osservatori che lo portarono a fare un provino a Linate ma, dopo il test, il piccolo Conti decise di non accettare la proposta del Milan poiché non contento del campo di allenamento, a Linate, vicino l’aeroporto. L’Atalanta, come spesso accade, si è mossa più velocemente dell’Inter e si aggiudicò il ragazzo.

Perugia e Virtus Lanciano.

Era evidente che Andrea aveva qualcosa in più rispetto a molti altri ragazzini e ha bruciato le tappe in maniera molto celere: dopo tutta la trafila nel settore giovanile atalantino va a farsi le ossa in Lega Pro, a Perugia, nella stagione 2013-2014, dove colleziona ben 16 presenze, e l'anno seguente, va in prestito in Serie B, alla Virtus Lanciano, dove cresce anche nel numero di presenze in campo, ben 24.

Il ritorno a casa e la Serie A.

Nella stagione 2015-2016 fa ritorno alla casa madre e arriva l'esordio con la prima squadra e c'è sempre Udine nel suo destino: arriva la prima presenza in Coppa Italia nel dicembre 2015 e poi quello nella massima serie un mese dopo, sempre al Friuli contro i bianconeri. Un mese e mezzo dopo ha già segnato i suoi primi due goal in A contro Hellas Verona e Fiorentina, gara nella quale viene anche espulso. Nell’annata appena trascorsa è stato titolare fisso della formazione di Gian Piero Gasperini e si è preso la scena in più di un'occasione.

In 50 partite totali con la maglia dell’Atalanta, tra Serie A e Coppa Italia, Andrea Conti ha messo a segno già 10 reti, nemmeno fosse una seconda punta o un esterno alto. Nel girone di ritorno dell'ultimo torneo il suo rendimento offensivo è salito vertiginosamente e a fine della stagione è stato il difensore più prolifico dell’intera Serie A davanti al compagno di squadra Mattia Caldara (7 goal), Andrea Rispoli del Palermo (6 goal) e Francesco Acerbi del Sassuolo (4 goal).

A tutta fascia.

Andrea Conti è un calciatore rapido, agile, dotato di un fisico asciutto e longilineo, uno di quelli che non ruba subito l’occhio al primo impatto e appare più come un corridore ma alla prima sgroppata sulla fascia o al primo recupero in fase difensiva l'opinione viene ribaltata completamente. Si tratta di un atleta straordinario, molto adatto a squadre che fanno dell'aggressività nelle due fasi il loro credo.

Quando difende non ha paura di staccarsi dalla linea per affrontare l’avversario diretto e forzare il recupero del pallone: togliendo dei tempi di giocata al proprio avversario Conti riesce ad avere una lettura in anticipo dello sviluppo dell’azione, accettando di prendersi dei rischi e mostrando grande fiducia nelle proprie qualità fisiche. Spesso la fisicità non basta per riuscire a limitare il diretto avversario ma su questo Conti può e deve lavorare per iniziare a posizionarsi, col corpo e i piedi, in maniera giusta anche quando difende.

Il giovane lombardo ha messo in mostra un mix di tempismo, determinazione e velocità e in diverse situazioni di gioco riesce a rubare tempo e spazio ai propri avversari, con un contromovimento o intuendo prima dove arriverà la palla, aumentando le probabilità di fare male. Conti si è dimostrato molto bravo nel trovare il tempo giusto e ha messo in mostra anche delle buone doti atletiche, come quando contro il Genoa ha battuto il portiere avversario con una rovesciata davvero notevole per la coordinazione e le tempistiche d'inserimento.

Un giocatore operaio ma nell’accezione moderna del calcio: riesce a tenere un'intensità molto alta per quasi tutti i 90′ e se prima colui che lavorava per la squadra doveva solo rifornire gli altri ora è arte integrante di un disegno tattico fatto di dinamismo e versatilità. Di esterni che sanno interpretare le due fasi in maniera intelligente e con la stessa continuità di Andrea Conti ce ne sono pochi: l'Europeo Under 21 in Polonia ci ha mostrato un giocatore che non ha mai paura di dettare la giocata o fare il movimento per "portare via l'uomo" e liberare il compagno. Il Milan ha scelto lui per ripartire da 0 dopo anni in cui quella fascia ha sentito la mancanza di gente di un certo spessore e adesso sta ad Andrea da Lecco dimostrare di essere degno erede, solo per citarne qualcuno, di gente del calibro di Gianluca Zambrotta, Marcos Cafù e Mauro Tassotti.