Rimasto senza il concorrente più temibile, il neo bianconero Szczęsny, Alisson era stato buon profeta durante il ritiro estivo della Roma: "Questo sarà un anno speciale per me, è arrivato il mio momento". Sono infatti bastati novanta minuti da urlo, durante la sfida di Champions League contro l'Atletico Madrid, per convincere anche i più scettici e scacciare il pesante fardello dell'eredità del collega polacco.

L'intuizione di Walter Sabatini.

Se la Roma è riuscita ad evitare la prima sconfitta nel girone europeo, il merito è infatti quasi esclusivamente del 24enne cresciuto nell'Internacional. Arrivato nella Capitale nel luglio 2016, dopo un bonifico giallorosso di quasi 8 milioni di euro, il "gatto" di Porto Alegre è stato decisivo con una decina di interventi prodigiosi al punto di meritarsi i complimenti di tutti: avversari compresi.

L'esordio con la Seleçao ma lo stipendio è basso.

"Ha fatto una grande partita, bisogna fargli i complimenti", ha dichiarato il "Cholo" Simeone al termine del match. Elogi più che meritati per Alisson, che ha avuto la tenacia di resistere all'ostracismo di Spalletti e alla tentazione di scappare alla Fiorentina: club al quale era stato proposto dall'allora direttore sportivo Sabatini. Alto 193 cm per 91 kg, molto reattivo, dotato di ottimi riflessi e con un ingaggio tutto sommato basso per le sue qualità (1,5 milioni di euro), il portiere ha anche vestito la maglia della nazionale brasiliana, con cui ha esordito nell’Ottobre 2015 in una partita di qualificazione mondiale contro il Venezuela.

Le sue vittorie e il fratello portiere.

Negli anni che ha difeso la porta dell'Internacional, Alisson è riuscito a vincere cinque campionati "Gaucho" più una Supercoppa. A Roma, nonostante lo scetticismo iniziale, i tifosi hanno imparato a volergli bene e ad apprezzare la calma con cui entra in campo e con la quale affronta anche la vita privata. I suoi punti di riferimento, così come per molti suoi colleghi, sono Buffon e Neuer. Amante della lettura e molto religioso, Alisson ha anche un fratello portiere: Muriel, classe '87, attualmente nella rosa della squadra portoghese del Belenenses.

Le parole dopo la notte dell'Olimpico.

"Tutte le parate sono state difficili, ma l'ultima sul colpo di testa di Saul è stata quella più impegnativa – ha spiegato Alisson, ai microfoni di Premium – Rivincita? No, nessuna rivincita nei confronti di Spalletti. Io e lui ci vogliamo bene e con lui ho imparato tanto, anche se ho dovuto aspettare tanto per giocare. Questo e' il calcio, le scelte le fa il mister e vanno accettate, ora è arrivato il mio momento. Devo ringraziare i miei compagni che mi hanno aiutato, sapevamo che sarebbe stata una partita dura".