La sua convocazione in Commissione Antimafia, per parlare dei rapporti con il mondo ultras legato alla ‘ndrangheta, non gli ha tolto il sorriso dopo la vittoria del primo titolo stagionale. Il numero uno bianconero Andrea Agnelli, è stato infatti ascoltato dalla presidente Rosy Bindi e dall'intera commissione in merito allo scandalo delle presunte infiltrazioni mafiose nella curva della Juventus: "Abbiamo gestito uno stadio sempre pieno e commesso degli errori, ma non abbiamo mai avuto consapevolezza di avere a che fare con la criminalità organizzata – ha spiegato il presidente della Juventus – Non c'è stata leggerezza da parte nostra. Siamo un club che è un esempio di eccellenza in Italia e ha affrontato tutte le situazioni sempre d'accordo con le forze dell'ordine e in particolare con la Digos. Esiste un problema di infiltrazioni da parte di organizzazioni criminali e dobbiamo stare più attenti, ma non è un problema della Juventus. E' un problema dell'Italia intera".

Gli incontri con Dominello.

"Dominello? Non l'ho mai incontrato da solo – ha aggiunto Agnelli – Ricordo solo 3-4 incontri ma sempre alla presenza di altri tifosi. Mai nessuno ha avuto il dubbio, prima dell'indagine torinese, che Rocco Dominello potesse essere qualcosa di diverso da un semplice ultras. Se io e i miei dipendenti avessimo saputo quanto emerso oggi, mai avremmo avuto rapporti con lui". Dopo aver incassato i complimenti della Bindi per la vittoria in Coppa Italia e aver confermato che "le dotazioni di biglietti ai tifosi sono state eliminate", il patron juventino ha detto la sua sul fenomeno della criminalità organizzata: "E' in mutamento e le attività per contrastarla devono essere diverse. Il nostro compito è quello di collaborare con le istituzioni per trovare insieme delle norme adeguate a combattere il fenomeno".

Il problema del bagarinaggio.

Criticato e accusato per la concessione della gestione di biglietti e abbonamenti dello Juventus Stadium ad alcuni tifosi che si presume siano legati alla ‘ndrangheta, Agnelli ha poi parlato del fenomeno del bagarinaggio: "Siamo stati colti di sorpresa e abbiamo dovuto gestire uno stadio troppo piccolo, sempre tutto esaurito ogni domenica. Il bagarinaggio deve essere contrastato, anche se la cessione di un bene mobile, quale è il biglietto di una partita, da una persona ad un'altra non penso possa essere criminalizzato. Discorso diverso è il fare incetta di tagliandi a fini puramente speculativi. Per la finale di Cardiff, ad esempio, ci sono già online tagliandi a 3 e 5 mila euro".