Se n’è andato a 84 anni appena compiuti Tomas Milian. L’Italia, e in particolare Roma piangono la scomparsa di un attore che nella sua lunga carriera ha lasciato un segno indelebile, interpretando soprattutto l’ormai leggendario Nico Giraldi, il commissario di polizia sui generis protagonista in quello che poi è diventato un filone portante della commedia all’italiana degli anni degli anni ’70-’80. Un look stravagante, valsogli il soprannome di “er monnezza”, un linguaggio a dir poco colorito ma un fiuto eccezionale per la risoluzione di casi complessi, in film diventati veri e propri cult grazie anche alla presenza della sua celebre spalla Bombolo.

in foto: Tomas Milian in una delle sue ultime apparizioni in pubblico con la spilla della Roma

L'amore per Roma e per la Roma.

Il tutto con Roma sullo sfondo, con tutte le sue sfaccettature, compresa anche quella legata alla fede calcistica. E il tifo per la “magica” Roma di Nico Giraldi aveva anche stregato Tomas Milian che qualche anno fa nel corso di un’intervista andata in onda su Centro Suono Sport, aveva raccontato così il suo amore folle per Roma: “Roma è stato tutto per me. L’amore che mia madre non mi ha dato, perché se ne è andata presto, me l’ha dato Roma. Ho cercato amore da tutti. Anche attraverso il personaggio del Monnezza ho cercato amore. L’ho fatto caruccio, simpatico, paraculo, cercando amore. Ho sempre cercato amore e a Roma l’ho ricevuto. Appena arrivato a Roma ho pensato che per conoscerla a fondo dovevo prima di tutto conoscere il popolo vero. Mi sedevo, quindi, a Piazza di Spagna e trascorrevo le giornate a parlare con la gente. Ero convinto di imparare l’italiano e, invece, imparavo il romano del Belli. Anche il Monnezza parla quella lingua. Ed è bello, simpatico, paraculo, dolce, sincero, onesto, aperto e libero, esattamente come sono i romani e come io avrei voluto essere".

Milian romanista come Er Monnezza.

Un amore per la città ma anche per la squadra giallorossa: "Ho fatto il Monnezza così e così l’ho vissuto , perché io vivo, non recito. Amo il Monnezza più di me. E sono della Roma, perché il Monnezza è della Roma”. E da buon romanista l’attore non poteva che scegliere il “capitano” per antonomasia come suo calciatore preferito, senza troppi giri di parole: “I calciatori? Tifo per Totti, che ne è il Capitano, e gli mando un abbraccio”.

Le "pizze" in faccia allo juventino Bombolo.

Memorabile a proposito di scene legate al calcio, quella del film “Delitto al Blue Gay” in cui in terra tedesca incontra l’altrettanto indimenticabile Venticello, impersonato da Bombolo, protagonista di un clamoroso tradimento. Il ladruncolo infatti con tanto di sciarpa bianconera è pronto per recarsi ad assistere ad una partita della Juventus, rivelando di essere addirittura fondatore di un club di tifosi della Vecchia Signora. Smentita dunque la fede romanista condivisa con il commissario che si vendica, alla sua maniera, a suon di memorabili schiaffoni, anzi “pizze” in faccia.