Christian Abbiati è tornato al Milan. Nessun rientro in campo, ovviamente, anche se come notizia di fantamercato potrebbe anche incuriosire, ma semplicemente come nuovo membro dello staff del Diavolo. A comunicarlo, lo stesso Ac Milan in una nota ufficiale in cui si spiegano le dinamiche del rientro in società. Il nuovo ruolo di Abbiati sarà quello di fare da tramite tra società e squadra, tra dirigenza e campo sfruttando la sua grande esperienza, il suo riconosciuto carisma e la personalità soprattutto nei confronti dei giovani o dei nuovi arrivati.

Rientro alla base – Dunque, dopo l'addio al calcio giocato e un periodo di stand by, Abbiati risposa la causa rossonera anche sotto la nuova egida cinese. La lunga storia d'amore tra Abbiati e il Milan, riemerge dalla naftalina e scrive un nuovo capitolo tutto diverso dai precedenti che, in campo, avevano regalato a tutti emozioni, vittorie e trofei. Il connubio Abbiati-Milan, infatti, vanta anche un ricco palmares formato da 3 scudetti, una Coppa Italia, due Supercoppe italiane, una Supercoppa europea e una Champions League, quella del 2003 alzata anche grazie ai suoi miracoli dell'indimenticabile semifinale contro l'Inter.

Christian Abbiati torna in rossonero. Autentica leggenda del Milan, con cui ha giocato 15 stagioni conquistando 6 titoli nazionali e 2 internazionali, Christian da oggi diventa Club Manager. Nel suo nuovo ruolo riporterà direttamente al Responsabile dell’Area Tecnica e Direttore Sportivo Massimiliano Mirabelli e farà da interfaccia tra la squadra e la Società.

Come Ringhio – Una storia lunga 15 anni, dal 1998 al 2005 e dal 2008 al 2016, che adesso è pronta a ripartire da un'altra prospettiva tutta nuova. E al Milan i ritorni della vecchia guardia spesso è molto gradita e ricercata. Perché oltre ad Abbiati c'è anche da ricordare il rientro alla base da parte di Ringhio Gattuso, come nuovo allenatore della Primavera dopo la parentesi al Pisa. Adesso i rossoneri accolgono un altro grande ex di turno, Christian Abbiati, come club manager in attesa che anche sul campo ci sia un ritorno ai vecchi tempi quando il Milan giocava e – spesso – vinceva.